1. E’ un concetto che nasce in ambito psico-sociale e indica lo svilppo dell’autostima e di fiducia nelle proprie capacità. 2. Empowerment è ormai una parola d’ordine, non solo per Pechino, ma per il movimento internazionale delle donne in

generale. Ne sono state tentate le più varie traduzioni: da responsabilizzazione (che francamente è tutta un’altra cosa),

a rafforzamento, ad acquisizione di potere e/o di forza e/o di autorità. Capire il senso di questo termine è più semplice

se si parte dal verbo to empower, cioè dare, o darsi e quindi acquisire, potere. Il sostantivo caratterizza quindi tutte le

azioni da cui le donne, e soprattutto le organizzazioni, traggono un aumento della propria forza, del proprio potere,

della forza contrattuale in un determinato contesto o nella società in generale. L’empowerment è quindi considerato

un obiettivo in sé, una caratteristica che deve accompagnare tutte le rivendicazioni e iniziative, uno strumento per meglio perseguire altri obiettivi. Empowerment è un concetto che è stato elaborato per primo da donne femministe del sud

del mondo. Esso significa “attribuire potere” (e responsabilità) alle donne. Potere e responsabilità sono qui intesi

non solo nel senso della promozione delle donne nei centri decisionali della società, della politica e dell’economia.

Potere e responsabilità propongono prima di tutto un sollecito alle donne ad accrescere la propria autostima, ad

autovalorizzarsi, ad accrescere le proprie abilità e competenze. Il potere delle donne, la loro capacità e possibilità

di decidere, di essere autonome, di avere voce in capitolo nella famiglia, nella società e nella politica sono un bene

in sé e anche uno strumento per realizzare uno sviluppo più equo, una politica più democratica, una società più libera

e solidale.”

Fonte: 1. ISFOL; 2.Commissione Nazionale per la Pa

 

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